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Indicatori Volume Index Negativo e Positivo

Indicatori Volume Index Negativo e PositivoQuando si dibatte sui volumi spesso si scontrano teorie profondamente diverse tra loro. Esistono trader che si affidano ai volumi in un protocollo di trading solo per ottenere informazioni sull'andamento dei prezzi. Altri sostengono che non solo fanno fatica a dare indicazioni interessanti sull’andamento dei prezzi, ritengono che i volumi servono solo a confondere le idee. Altri ancora asseriscono che i volumi sono la chiave del successo del day trading e non solo.
Il Volume Index Negativo e Positivo è uno degli indicatori più controversi

, il nostro invito è quello di approfondire questo argomento leggendo questa sezione e le caratteristiche e comportamenti del volume, ricordandovi che è sempre bene fare dei test nelle piattaforme in demo prima di operare con soldi veri.

Gli indicatori Negative Volume Index (NVI) e Positive Volume Index (PVI), nascono all’inizio del secolo scorso per mano di Paul L. Dysart, ma è bene precisare che quelli che vengono utilizzati oggi sono la versione più moderna di Fosback, elaborata nel 1976.

Secondo la teoria di Dysart quando siamo di fronte ad un movimento rialzista sostenuto da volumi crescenti, con il prezzo che resite senza diminuire in gran quantità. Successivamente, quando i volumi calano, è possibile che il rialzo riprenda. Lo stesso ragionamento vale per i ribassi.
Il concetto di fondo di Dysart distingueva due categorie di investitori: piccoli e grandi. I primi rappresentano la maggioranza che tende a copiare la minoranza. I grandi sono la minoranza, ovvero gli investitori istituzionali che godono il privilegio di avere il timing perfetto.
Per Dysart PVI è la curva dei piccoli investitori, quando raggiunge un nuovo massimo significa che la maggioranza sta acquistando parecchie azioni.

Dysart sostiene che i grandi investitori agiscono anche nei giorni di calma su bassi volumi, mentre i piccoli operano solo nei giorni convulsi su alti volumi. Quindi NVI, aumentando, riesce ad individuare i giorni in cui i volumi sono bassi ma i prezzi sono in rialzo. Mentre PVI, salendo, evidenzia i giorni in cui opera la maggioranza, dove i prezzi sono in rialzo ma su alti volumi.

A parte le teorie di Dysart, oggi si ritiene che quando NVI fa un nuovo massimo e i prezzi aumentano, l’indicazione è long.
Quando NVI fa un nuovo minimo e i prezzi scendono, l’indicazione è short. Stesso ragionamento ma opposto per PVI.

Quando Fosback studiò gli indicatori Volume Index Negativo e Positivo ritenne di fare delle modifiche: il segnale è long quando NVI è sopra la media mobile a un anno, ed è short quando PVI è al di sotto della media mobile a un anno.

Formule matematiche
Innanzitutto bisogna calcolare il ROC (Rate of Change Indicator) = (C-C1)/C1
Dove C è la chiusura della barra corrente e C1 la chiusura della barra precedente.
A questo punto bisogna osservare i volumi corrispondenti dove: V è il volume scambiato nella barra e V1 quello scambiato nella barra precedente:
Quando V è minore di V1 abbiamo: NVI=NVI1 x (1+ROC)
Quando V è maggiore o uguale a V1: NVI=NV1
Il primo valore di NVI viene messo uguale a 100.
Sostanzialmente, l’indice diminuisce proporzionalmente al prezzo, ma solo quando i volumi diminuiscono. Se aumentano, NVI resta invariato.

Ugualmente calcoliamo PVI:
Se V è maggiore di V1: PVI=PV1 x (1+ROC)
Se V è inferiore o uguale a V1: PVI=PV1
Anche in questo caso il primo valore di PVI e pari a 100.
L’indice aumenta con la stessa proporzione del prezzo, ma solo quando i volumi aumentano. Se diminuiscono, PVI rimane immutato.

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