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Azioni bancarie a rischio deprezzamento

Azioni bancarie a rischio deprezzamentoDicembre 2015. Ci sono circa 16 miliardi di euro di azioni di banche, medie e piccole, sui mercati non regolamentati che rischiano di deprezzarsi nei prossimi mesi oltre ad essere soggetti al tanto temuto bail-in.

La stima è stata fatta da Consultique, società di consulenza finanziaria indipendente che svolge analisi di mercato per conto di diversi istituti di credito. La valutazione è stata fatta prendendo in considerazione il capitale netto (il primo a rispondere di eventuali detrazioni) sia con le nuove che con le vecchie regole.

Quali sono le banche coinvolte?

Partendo dal patrimonio più alto fino al più basso troviamo: Popolare di Vicenza (3,7 miliardi), Veneto Banca (2,9 mld), Popolare di Bari (1,3 mld), Cassa di Risparmio di Asti (771 milioni), Banca Sella (617 mln), Cassa risparmio di Bolzano (504 min) e la Banca di credito Popolare (231 min).

Dopo la vicenda che ha intrappolato i piccoli risparmiatori nelle obbligazioni disciplinate da Banca Etruria, Banca Marche, CarifFerrara e CariChieti. Purtroppo ancora molti altri investitori italiani rischiano di ritrovarsi razziati dal proprio istituto di credito.
In risposta a questa vicenda, il Governo ha deciso di dispensare un fondo di solidarietà da 100 milioni che sarà gestito dalle banche che in cambio riceveveranno facoltosi benefici fiscali. Criteri e modalità sono ancora tutti da definire. Di certo sappiamo solo che il salvabanche esclude la Consob dagli arbitrati.

Le banche hanno subito espresso soddisfazione per le scelte fatte dal Governo, non è così per i risparmiatori che hanno perso i loro soldi.

Come dovrebbe essere il risarcimento delle vittime di Banca Etruria, Banca Marche, CarifFerrara e CariChieti?
Dal “fondo di solidarietà” (100 milioni di euro), finanziato con i soldi del Fondo interbancario per la tutela dei depositi, verranno fissate le modalità e i termini per la presentazione delle istanze di rimborso delle vittime. La valutazione del rimborso sarà fatta caso per caso da speciali incaricati (persone di comprovata imparzialità).

Sempre più difficile decidere dove investire oggi i nostri soldi
La globalizzazione economica e il peso crescente degli strumenti speculativi hanno mutato le logiche del mercato escludendo dai giochi i classici risparmiatori. Un prodotto profittevole che al tempo stesso sia anche senza rischi è impossibile da trovare.
Di certo non possiamo più permetterci il lusso di sentirci dire dal consulente finanziario di turno: “Signora/e non si preoccupi, pazienti che tutto si sistemerà”!

Personalmente ho imparato a fare trading quando mi ero stancato di assistere impotente alle perdite dei miei soldi per colpa delle scelte fatte dalla mia banca. Dopo anni di studio e forti ceffoni (esperienza) che mi hanno insegnato crescere (a conoscere i mercati). Finalmente posso ritenermi soddisfatto e dire che riesco a vivere di trading. E’ stato un percorso lungo e difficile, ma oggi, se proprio devo prendermela con qualcuno, posso prendermela solo con me stesso!

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