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Le europee mantengono i mercati stabili

Le europee 2014Maggio 2014. Le elezioni europee mantengono i mercati piuttosto stabili, con i listini azionari sempre vicini ai massimi. Il biglietto verde che guadagna terreno avvicinandosi al livello di 1,36 contro l’euro. Le commodity che non ne risentono, con il petrolio WTI che raggiunge i 104 dollari al barile e l’oro che si mantiene in area 1300 dollari l’oncia.

I metalli
Tra i non ferrosi il rame guadagna terreno grazie alla backwardation,

che ha raggiunto i cento dollari sul cash a 3 mesi. Le scorte nei magazzini LME sono scese a 175850 tonnellate di cui già la metà prenotate per il ritiro.
La struttura a termine dei prezzi potrebbe rivelarsi un perfetto richiamo per il materiale preservato nei magazzini cinesi e questo dovrebbe riequilibrare il mercato.

Molto bene l’alluminio che si è riportato in area 18000 dollari, confermando il buon supporto a 1850.
Lo zinco fatica ad attrarre nuovi acquisti e chiede l’ottava vicino ai 2100 dollari. Mentre è ancora in fase di consolidamento il nickel, dopo gli eccessi di inizio maggio.

Dal (15 al 22 maggio) I bancari protagonisti del listino milanese
Piazza Affari chiude in positivo l’ultima settimana di contrattazioni con un incremento dell’1,60% del Ftse Mib e dell’1,35% l’All Share.

Il segno più ha caratterizzato quasi tutti i titoli del listino principale. In evidenza i bancari grazie alle affermazioni che Morgan Stanley ha dato su tutti gli istituti di credito italiani, i quali trarrebbero beneficio se la Bce decidesse di adottare le misure di quantitative easing, ovvero di incentivare il riacquisto dei titoli di Stato.

Numeri della crisi italiana ed europea del Centro studi Unimpresa
Negli ultimi cinque anni, in Italia, sono andati persi oltre un milione di posti di lavoro. Nell’area euro l’impiego è sceso del 3,25%. Unica eccezione la Germania (+3,25%) che ha dato occupazione a 1,8 mlm di persone in più.

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