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Settimana decisa dalla Yellen

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Settimana decisa dalla YellenAprile 2016. Questa settimana è stata decisa dalle parole della Yellen, la quale ha precisato scrupolosamente che la banca centrale degli Stati Uniti starà molto attenta ad accompagnare il graduale aumento dei tassi. Questo è stato sufficiente per vedere crollare il prezzo del dollaro, con la moneta unica che ha sfiorato le soglie dell’1,15. Assistere ad una buona reazione dell’azionario con l’indice SP500 che si è riportato in area 2050. Prevalere le prese di profitto nelle commodity, anche se ci sono state delle eccezioni.

Il petrolio detta i ritmi delle Borse Ue

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Il petrolio detta i ritmi delle Borse UeMarzo 2016. Dopo il picco dell’ottava scorsa le materie prime cedono parte dei guadagni a seguito di qualche presa di profitto in vista della pausa pasquale.
Come capita da un po di tempo le oscillazioni del greggio hanno dettato i ritmi delle Borse Ue.
Il petrolio WTI ha chiuso le contrattazioni poco sotto i 39 dollari al barile. Mentre l’oro ha terminato a 1220 dollari l’oncia, dopo un affondo a 1260 in concomitanza con gli attentati di Bruxelles. Nel mercato valutario la coppia principe euro dollaro ha sostenuto il movimento adagiandosi in area 1,1150.

I mercati riprendono a salire

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Mercati riprendono a salireMarzo 2016. L’ottava appena trascorsa è la dimostrazione di come basta poco per cambiare il nostro credo finanziario. Le paure legate alla crescita cinese e alla crisi europea sono inaspettatamente sparite, facendo ripartire i mercati e scattare gli ordini di ricopertura.

La Federal Reserve si allinea alle previsioni degli operatori e alimenta la tensione tagliando le stime sull’economia nazionale, segnalando che nel 2016 ci saranno due rialzi da un quarto di punto dei tassi di interesse invece dei quattro previsti. Ecco quindi che tutto non è più come prima!

Mercati in assestamento ma sempre volatili

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Mercati in assestamento ma sempre volatiliMarzo 2016. Mercati in assestamento ma sempre con quella volatilità che tormenta i traders. Quest’ultimi stretti in una morsa perversa tra la paura di perdere un rialzo e l’angoscia di un ribasso repentino.

Questa fase tellurica dei mercati è causata dalla mancanza di crescita economica al di fuori degli Stati Uniti. La scossa più forte è arrivata nella giornata di giovedì 10 in occasione della riunione della Banca centrale europea, con la moneta unica che prima è scesa a 1,0820 e poi è rimbalzata fino a 1,12 come un sismografo impazzito.

Saltano le correlazioni tra mercati con acquisti diffusi

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Saltano le correlazioni tra mercatiMarzo 2016. Nelle ultime sedute sono saltate le normali correlazioni tra mercati con una serie di acquisti diffusi in quasi tutti i comparti, questo evento ha permesso agli operatori di recuperare la propensione al rischio.
Il risultato è stato un rimbalzo del mercato azionario con lo SP500 di nuovo in area dei 2000 punti. Il petrolio WTI ha toccato i 35 dollari al barile, mentre il Brent ha superato i 37 dollari.
L’oro ha fatto ancora meglio meglio, il metallo prezioso ha riconquistato lo status di bene rifugio, centrando il massimo degli ultimi tredici mesi a 1275 dollari l’oncia.

Risalita dell’azionario e accelerata di Piazza Affari

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Risalita del'azionario e accelerata di Piazza AffariFebbraio 2016. L’ultima ottava del mese ha assistito alla risalita dell’azionario ed una accelerata decisa di Piazza Affari, quest’ultima determinata a recuperare le pesanti perdite che si sono accumulate dall’inizio dell’anno.

Lo SP500 raggiunge 1960 punti nella giornata finale delle contrattazioni, giovando del buon dato del Pil Usa nel quarto trimestre del 2015.
Il Petrolio ha chiuso a 34 dollari al barile, con le materie prime che si sono mosse in linea con l’andamento del greggio. A parte l’oro che è quasi sempre stato in controtendenza,

Timide manovre di assestamento dei mercati

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Manovre di assestamento dei mercatiFebbraio 2016. Non è proprio la quiete dopo la tempesta, ma dopo settimane con i mercati in balia di forti turbolenze, in alcuni casi, la terza ottava del mese ha portato delle timide manovre di assestamento.

Per la prima volta dall’inizio del anno la Borsa di Milano ha segnato un progresso. Comunque ci sono stati ancora dei casi in cui la volatilità si è mantenuta elevata, è il caso del petrolio il quale ha compiuto delle vere e proprie acrobazie con oscillazioni molto ampie tra i 29 e 32 dollari al barile, mentre l’oro si è mosso tra i 1.190 e i 1.240 dollari l’oncia.

Mercati che giocano a yo-yo

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Mercati giocano a yo-yoFebbraio 2016. Volatilità senza precedenti dell’azionario per concludere l’ottava nel solito modo, ossia con l’immancabile segno meno. Un altalena con continui rialzi e ribassi, sembrava che i mercati giocassero a yo-yo. Poi nell’ultima giornata di contrattazioni petrolio e banche hanno trascinato il rimbalzo, ma questo espluà non è servito a cambiare il risultato finale.

Anche questa settimana ha confermato le tendenze di questo inizio mese, lo SP500 ha di nuovo raggiunto i 1.800 punti prima di rimbalzare a 1.850 e con le Borse europee di nuove ai minimi del 2014. Milano, addirittura, è riuscita a fare peggio tornando ai livelli del 2013.

Attacco al sistema bancario italiano

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Attacco al sistema bancario italianoMercoledì 10 febbraio 2016. La cronaca del martedì nero di ieri comincia dal tracollo della borsa giapponese che perde il 5,4%, per poi dilagare sui listini europei trascinati al ribasso dai bancari. Piazza Affari è la peggiore (-3,21%), a fine giornata le Borse Ue bruciano 130 miliardi di capitalizzazione. Intanto Wall Street stenta sotto la parità, il petrolio resta sotto i 30 dollari al barile, la lancetta del famigerato spread sale a quota 144 e la moneta unica torna a crescere.

Quali sono state le cause di questo crollo?

Fuga al rialzo dell’Euro

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Fuga al rialzo dell'EuroFebbraio 2016. Mercati ancora nella bufera con i dati che evidenziano il rallentamento della Cina, il petrolio che ha una scossa ma che rimane sempre sui minimi, l’economia del vecchio continente che sembra affondare nelle sabbie mobili e Piazza Affari che registra il quinto ribasso consecutivo.

La prima ottava del secondo mese dell’anno ha confermato l’andamento incerto dell’azionario, caratterizzato dalla fuga al rialzo dell’euro che ha raggiunto di nuovo 1,12 contro il dollaro Usa. Questo risultato ha agevolato il recupero delle commodities,

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